Glucosamina e Condroitina | Funzionano o sono Soldi Buttati?

Proprietà e Benefici

Gli integratori a base di condroitina e glucosamina sono indicati per migliorare la salute della cartilagine, quella sorta di tessuto elastico, ma molto resistente, che ricopre le estremità delle ossa che partecipano all'articolazione, proteggendole da traumi ed usura.

Condroitina e glucosamina sono infatti sostanze naturalmente presenti nell'organismo, che rinforzano la cartilagine, aiutandola a trattenere acqua e proteggendola dal logorio.

Secondo alcuni studi, l'assunzione regolare di questi integratori potrebbe addirittura stimolare la cartilagine danneggiata ad autoripararsi.

Diverse persone sostengono di aver ricevuto benefici importanti in termini di riduzione del dolore, ma rimangono ancora dubbi su quale sia la reale utilità degli integratori a base di condroitina e glucosamina. Utile l'associazione con acido ialuronico.

Ruolo biologico

La glucosamina è una molecola naturalmente presente nell'organismo umano, particolarmente utile alla sintesi di proteine e lipidi glicosilati.

Presente in natura nel polisaccaride chitosano e nella chitina, si ritrova in elevate quantità nel guscio dei crostacei e nelle pareti cellulari dei funghi che rappresentano al contempo una delle principali fonti di estrazione per la produzione commerciale.

La condroitina invece è un glicosamminoglicano utile alla sintesi di macromolecole note come proteoglicani necessarie al mantenimento del corretta organizzazione tessutale.

La loro importanza in termini biologici si deve al ruolo centrale nella strutturazione dei vari tessuti connettivi, ed in particolare della cartilagine, nella quale :

E' facile comprendere quindi come queste due molecole siano entrate ormai da più di un decennio nella normale pratica integrativa e preventiva, venendo utilizzate frequentemente come rimedio a patologie articolari gravi anche a carattere degenerativo come l'osteoartrite.

L'efficacia biologica della glucosamina e della condroitina si traduce per pazienti affetti da osteoartrite in un sensibile miglioramento della sintomatologia lamentata, caratterizzata da graduale degenerazione delle cartilagini articolari, alterazioni strutturali del capo osseo articolare, blocco articolare e dolore intenso.

Uso nella pratica sportiva ed Efficacia

L'integrazione orale con glucosamina e condroitina sottoforma di solfati, si è rivelata particolarmente efficace come strategia preventiva e curativa, grazie alle proprietà farmacocinetiche di queste due molecole in grado di garantire, seppur con livelli di biodisponibilità non eccellenti, un assorbimento intestinale ed una successiva distribuzione prevalentemente al livello articolare.

Gli studi presenti in letteratura, seppur naturalmente contraddistinti da inevitabili perplessità e incomprensibili contraddizioni, sostengono l'efficacia di queste due molecole nella salvaguardia della salute articolare, dimostrando ad esempio come possano :

Nonostante i maggiori esperti mondiali sembrano ancora dibattere relativamente all'utilità curativa ed antidolorifica della glucosamina e della condroitina in corso di patologie articolari, concordano invece sulla efficacia preventiva , che aumenta proporzionalmente alla precocità dell'intervento.

Non ancora del tutto chiaro è invece il ruolo di queste due molecole nella prevenzione degli infortuni muscolari in atleti sottoposti ad allenamento intenso, che purtroppo non sembra essere suffragata da evidenze sperimentali significative.

Resta tuttavia valido anche in questi casi il potenziale ruolo preventivo per gli atleti over 35, sulla salute cartilaginea ed articolare.

Dosaggi e Modalità d'uso

La maggior efficacia preventiva sulla degenerazione cartilaginea ed articolare, documentata nei vari lavori scientifici, si è ottenuta con interventi precoci e prolungati nel tempo.

La formulazione del dosaggio che varia sensibilmente in base al peso dell'individuo ed alla gravità del quadro clinico può oscillare dagli 800mg ai 1600 mg per la condroitina e da 1 gr a 2 gr per la glucosamina, da dividere in differenti assunzioni giornaliere (circa 3 ).

L'assunzione di questi integratori potrebbe avvenire secondo schemi ciclici, quindi con cicli ad esempio trimestrali (periodo indicato affinchè si possano avere risultati apprezzabili), o in maniera continuativa facendo seguire alla dose di attacco limitata nel tempo, una di mantenimento prolungata per il restante periodo.

Effetti Collaterali

La somministrazione di glucosamina e condroitina, soprattutto se formulata ai massimi dosaggi tollerati, potrebbe accompagnarsi a manifestazioni gastro-intestinali come crampi, diarrea, dolori addominali, nausea e vomito.
Le suddette reazioni sono da ricondurre alle capacità igroscopiche delle due molecole e alla relativa persistenza gastro-intestinale, in grado di aumentare sensibilmente il contenuto di acqua nel lumen intestinale portando a distensione dei visceri con relativo dolore e scariche diarroiche.

Studi - Bibliografia

J Int Soc Sports Nutr. 2011 Jun 20;8(1):8. [Epub ahead of print]
Effects of diet type and supplementation of glucosamine,chondroitin, and MSM on body composition, functional status, and markers of health in women with knee osteoarthritis initiating a resistance-based exercise and weight loss program.
Magrans-Courtney T, Wilborn C, Rasmussen C, Ferreira M, Greenwood L, Campbell B,Kerksick CM, Nassar E, Li R, Iosia M, Cooke M, Dugan K, Willoughby D, Soliah L, Kreider RB.

Biochem Biophys Res Commun. 2011 Feb 18;405(3):362-7. Epub 2011 Jan 8.
The epigenetic effect of glucosamine and a nuclear factor-kappa B (NF-kB) inhibitor on primary human chondrocytes--implications for osteoarthritis.
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Pharmacoproteomic study of the effects of chondroitin andglucosamine sulfate on human articular chondrocytes.
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Effect of glucosamine or chondroitin sulfate on the osteoarthritis progression: a meta-analysis.
Lee YH, Woo JH, Choi SJ, Ji JD, Song GG.

Associazioni con Boswellia Serrata

Boswellia Serrata è un albero diffuso soprattutto nel territorio Nord Africano e Indiano, dalla cui corteccia è possibile estrarre un essudato resinoso da tempo utilizzato come antinfiammatorio, astringente, espettorante ed antisettico nella medicina Ayurveda.

La caratterizzazione molecolare di questa resina ha messo in evidenza la presenza di oli essenziali, presenti in concentrazioni anche superiori al 16%, costituiti da numerosi principi attivi tra i quali gli acidi triterpeni pentaciclici, il cui maggior costituente è proprio l'acido Beta Boswellico.

Differenti studi, per lo più a carattere sperimentale, hanno avvalorato l'uso tradizionale della Boswellia Serrata, dimostrando la propria efficacia nel trattamento delle patologie infiammatorie intestinali come la retto colite ulcerosa e il morbo di Crohn ma soprattutto in quelle articolari come l'artrite, garantendo una riduzione dei classici dolori associati a questi stati patologici ed il conseguente uso di antinfiammatori non steroidei.

Il tutto sembra espletarsi attraverso meccanismi d'azione non ancora del tutto caratterizzati ma molto probabilmente associati ad un riequilibrio della produzione di mediatori infiammatori, con la conseguente riduzione del numero e del livello di attivazione di linfociti, con la riduzione della produzione anticorpale e con il controllo della secrezione di prostaglandine e leucotrieni.

In particolare quest'ultima attività potrebbe estendere le potenziali applicazioni cliniche dell'Acido Beta Boswellico anche al trattamento dell'asma, grazie al controllo della secrezione di leucotriene B4, coinvolto nei processi di broncocostrizione.

Sicuramente degno di nota risulta inoltre il potenziale metabolico di questo principio attivo, particolarmente utile nel mantenere inalterato il contenuto totale di glicosamminoglicani, conferendo così ai tessuti di sostegno come quello cartilagineo un miglior trofismo.

L'ottima applicabilità della Boswellia Serrata in ambito clinico è sostenuta anche dalle buone proprietà farmacocinetiche e soprattutto dalla bassa tossicità, praticamente nulla ai dosaggi compresi tra i 300 ed i 1000 mg giornalieri, decisamente superiori rispetto quelli comunemente utilizzati in corso di patologie