Graviola | Proprietà e Benefici | Cura il Cancro?

Proprietà e Benefici

Esistono evidenze scientifiche secondo le quali l'integrazione con Graviola (titolata in acetogenine annonacee) può risultare utile per:

Ruolo biologico

La graviola è un alberello tipico delle calde aree tropicali caratterizzato dalle grandi foglie verdi e dai frutti commestibili giallo-verdi, venduti nei mercatini sud americani con il nome di Guanabana ed utilizzati nella preparazione di bevande dissetanti. Ai frutti sono attribuite proprietà lassative e regolatrici della funzione intestinale.

La più interessante utilità della graviola non è da ricondurre alle proprietà organolettiche e lassative dei suoi frutti, bensì a quelle del suo tronco, delle sue foglie, delle sue radici e dei suoi semi, utilizzati da secoli dalle popolazioni autoctone per le proprietà astringenti, antibatteriche, analgesiche ed ipotensive.
I risultati puramente empirici ottenuti per secoli dalla medicina etnica sono stati già dal 1940 affiancati ai primi dati scientifici ottenuti dalla medicina convenzionale, con l'individuazione di particolari principi attivi noti come annonacee acetogenine, protagoniste delle proprietà biologiche di questa pianta. Questi principi si concentrano, per l'appunto nelle foglie e nei fusti della pianta, mentre risultano inferiori nei frutti.

Gli incoraggianti risultati osservati hanno portato in breve tempo ad una florida sperimentazione che conta ad oggi più di 600 studi con ottimi risultati e che purtroppo non è stata affiancata da un altrettanto valido utilizzo in ambito clinico.

Notizie dal mondo scientifico

A dispetto della scarsa informazione relativa alle proprietà biologiche della graviola e dei suoi estratti, la letteratura scientifica offre numerosi spunti di riflessione sulle potenzialità terapeutiche di questi principi attivi, ponendo l'accento sulle :

Ottimi risultati in questo senso si sono osservati sia nei confronti di neoplasie ematologiche come le leucemie sia in modelli sperimentali di tumori solidi come quelli del colon-retto, gastrico e ovarico.

Ad oggi il limite più importante che appare dalla rilettura critica di questi lavori e che rimane inspiegato è l'assenza di trial clinici in grado di caratterizzare l'attività di questi composti sull'uomo e sulle sue patologie e di conseguenza la definizione di un dosaggio adeguato al trattamento o alla prevenzione delle suddette condizioni morbose.

Graviola: modalità di utilizzo

Tradizionalmente l'utilizzo della pianta sottoforma di decotto da infusione o di tintura garantisce l'estrazione dei principi attivi in concentrazioni apprezzabili.

Tuttavia la difficoltà di preparazione e la bassa riproducibilità delle titolazioni ottenute hanno spinto differenti case farmaceutiche, attive nel mondo fitoterapico, alla produzione di tavolette e compresse dai dosaggi standard e definiti.

Nonostante l'importante sforzo effettuato, mancano ad oggi trial clinici in grado di suggerire dosaggi validi e ben sperimentati nel trattamento delle varie patologie.

Per questo motivo il range di utilizzo oscilla sensibilmente dal grammo ai 2 grammi giornalieri, con ulteriori eccezioni in corso di particolari patologie.
L'assunzione di questi prodotti dovrebbe comunque essere supervisionata da personale esperto.

Effetti Collaterali

Anche in questo caso i principali dati provengono dalla sperimentazione animale, nella quale si è notata l'attività stimolatoria uterina potenzialmente pericolosa durante la gravidanza, che pone una seria controindicazione all'assunzione di questo prodotto nel suddetto periodo.

Inoltre l'attività ipotensiva, vasodilatatoria  e cardiodepressiva  potrebbe aumentare l'effetto terapeutico di farmaci antipertensivi e cardiodepressivi, rendendo poco gestibile la relativa terapia. Per questo è importante che ogni eventualità d'utilizzo venga preventivamente discussa con personale sanitario esperto ed informato sulle modalità d'uso, sui potenziali effetti collaterali e sulle interazioni farmacologiche della graviola.

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