Vaccino anti-HPV

Il vaccino contro il papilloma virus umano (HPV)

Da qualche anno sono disponibili due vaccini per prevenire l'infezione da HPV:

Il vaccino contribuisce alla prevenzione delle infezioni da HPV, ma non a curarle.

A chi è rivolto

Nota. Il vaccino previene l'infezione: la sua efficacia è massima in chi non ha ancora avuto l'infezione, quindi nelle donne che non hanno ancora avuto rapporti sessuali.

Come si fa la vaccinazione

Il vaccino è somministrato con un'iniezione intramuscolare.

Il programma di vaccinazione prevede tre iniezioni a intervalli stabiliti: una dose iniziale e due richiami, entro 6 mesi dalla prima.

Possibili effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino

La vaccinazione è, in genere, ben tollerata.

Gli effetti collaterali comprendono reazioni locali al vaccino, come dolore, arrossamento, gonfiore e prurito nel luogo dell'iniezione.

Altre reazioni avverse sono la febbre, orticaria e, solo per il bivalente, mal di testa, nausea, vomito, diarrea o dolore addominale, muscolare o articolare.

Composizione

Una dose di vaccino è composta da particelle simil-virali (VLP), prodotte con la tecnologia DNA-ricombinante. In altre parole, si usa solo il guscio vuoto del virus HPV 6, 11, 16 e 18, che non contiene né DNA, né altre proteine.

Le  particelle non sono  infettanti o oncogene, ma sono in grado di stimolare una significativa risposta anticorpale.

Nel caso di un eventuale contatto con il papilloma virus, l'organismo sarà in grado di contrastare l'infezione. Non si potranno, quindi, verificare i cambiamenti precancerosi cervicali, tappa indispensabile perché si formi il tumore.

Screening e vaccinazione

Il vaccino protegge solo dai ceppi segnalati e non garantisce copertura nei confronti altri tipi oncogeni di HPV, responsabili del 30% delle neoplasie, contro cui il vaccino non è efficace.

Anche dopo l'eventuale vaccinazione, quindi, è molto importante continuare a fare lo screening (Pap-test).