Cos'è la Disfunzione Erettile? Quanto è Diffusa?

Definizione

Con il termine disfunzione erettile si intende classicamente una condizione di spiccato interesse clinico contraddistinta dalla persistente incapacità di mantenere un'erezione adeguata a sostenere un rapporto sessuale soddisfacente.
La disfunzione erettile negli ultimi decenni ha assunto la dignità di una vera e propria patologia, distinguendosi appropriatamente dall'impotenza.

Epidemiologia

La disfunzione erettile, al contrario di quanto si possa apparentemente credere, è un disturbo della funzione sessuale maschile particolarmente frequente nell'intera popolazione mondiale.
Con un incidenza crescente nella popolazione occidentale, probabilmente legata al generale invecchiamento, la disfunzione erettile si presenta con un elevata prevalenza in alcune categorie di pazienti a rischio come:

Da un attenta rilettura dei dati statistici nel 1995 oltre 152 milioni di uomini in tutto il mondo avrebbero lamentato sintomi riconducibili alla disfunzione erettile; prevalenza che dovrebbe raggiungere 322 milioni di uomini nel 2025.
L'importanza clinica di questa patologia, oltre che per l'elevatissimo numero di soggetti affetti, risulterebbe ulteriormente potenziata dalle problematiche ripercussioni sulla sfera psicologica e socio-relazionale.
Secondo alcune evidenze infatti, la disfunzione erettile si accompagnerebbe a sintomi depressivi clinicamente rilevanti.

Eventi biologici

Per quanto la descrizione sommaria della disfunzione erettile risulti particolarmente semplice e lineare, questo disturbo è in realtà caratterizzato da diverse sfaccettature biologiche, che lo rendono particolarmente complesso.
E' noto infatti come l'erezione, importante fase del ciclo sessuale maschile, derivi da una fitta combinazione di eventi neuroendocrini, nervosi e vascolari.
Riassumendo, l'erezione sarebbe indotta e mantenuta sia da stimoli tattili penieni recepiti dalle fibre somato-sensitive dei nervi pudendi che da stimoli di natura visiva e percettiva elaborati dalla corteccia cerebrale.
Attraverso riflessi spinali e vie discendenti superiori, questi stimoli attiverebbero il plesso pelvico dal quale partirebbero assoni post-gangliari parasimpatici diretti al pene.
I nervi erigendi e cavernosi, attraverso il rilascio di diversi mediatori chimici, ed in particolare di ossido nitrico, indurrebbero un importante rilasciamento della muscolatura liscia vascolare delle trabecole arteriose dei corpi cavernosi.
La conseguente vasodilatazione indurrebbe un apprezzabile incremento del flusso vascolare intracavernoso, con il riempimento delle lacune.
L'incremento pressorio a sua volta, grazie anche alle caratteristiche chimico-fisiche ed istologiche della tunica albuginea, comprimerebbe il sistema venoso di drenaggio dei corpi cavernosi, mantenendo un maggiore quantità di sangue al livello penieno.
L'insieme di questi complessi eventi, si tradurrebbe quindi nell'iniziazione e nel mantenimento dell'erezione.
Uno dei suddetti meccanismi, potrebbe, a seconda dei casi, costituire il target della patologia, complicando o minando totalmente il fisiologico processo di erezione.

Fattori di rischio

Alla luce di quanto detto, quindi, diversi fattori potrebbero incidere su questo disturbo, aumentandone l'incidenza.
Fattori di rischio classici in questo senso sarebbero:

Il riconoscimento e l'individuazione dell'evento etio-patogenico alla base della disfunzione erettile, garantirebbe anche un adeguata scelta terapeutica, sicura ed efficace.


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